Blitzkrieg - La guerra lampo (1939 - 1940)


Versione PDF

La Germania del Reich

   All’inizio degli anni Trenta le democrazie non diedero molto peso agli sbraiti e alle idee visionarie di Adolf Hitler rivolti alla conqui­sta di tutto il pianeta. Al contrario le sue orazioni alquanto vigorose e carismatiche galvanizzarono il popolo tedesco che, dopo un quindicennio di governi deboli e umiliati, vide nella figura del Führer la rinascita della vecchia Germania, riportando in auge le pretese di superiorità della «razza ariana», con i suoi propositi di sottomettere le altre inferiori, e lo spirito patriottico legato in massima parte alle antiche tradizioni nordiche e ai miti wagneriani.
   Il dittatore tedesco aveva ripreso questo modo di far politica e di propaganda dal suo «maestro» Benito Mussolini che, proclamatosi «DUCE», già da oltre dieci anni in Italia aveva organizzato il suo regime verso la dittatura con l’obiettivo di riportare Roma agli splendori dell’antico Impero. Hitler in quel periodo copiava pedissequamente in tutto l’atteggiamento di Mussolini. Tuttavia quello, che si mostrava come un timido allievo nel viaggio in Italia del giugno del 1934, mostrerà nell’arco di appena cinque anni i nefasti progressi, che questa imitazione aveva realizzato nel totalitarismo nazista.
   Gengis Khan nel Medio Evo era riuscito a formare un vasto impero nell’Asia centrale saccheggiando, bruciando e depredando, assicurando per sé gran parte del mondo del XIII secolo; Hitler aveva l’intenzione di superare le conquiste mongole, per raggiungere la potenza sull’intero pianeta.

La propaganda e il riarmo

   Per raggiungere il dominio del territorio, oltre a un possente esercito era necessaria una forte propa­ganda sia all’interno che all’esterno del paese. Per questo dalla metà degli anni Trenta vennero inviate spie e grandi oratori in numerosi paesi europei. Travestiti da viaggiatori, studenti, commercianti si muovevano gli emissari nazisti con l’obiettivo di fondare alcuni movimenti impegnati a sollevare le folle, rendere simpatico il regime hitleriano e a creare scontri armati tra fazioni per poi accusare i nemici politici di portare violenza e diffondere idee false. In sintonia con questo clima, la propaganda all’interno appariva martellante. I ministri Göbbels e Ribbentrop agivano in maniera invitante per accattivarsi i favori del popolo tedesco, ma in realtà il quotidiano era ben diverso. Gli operai nelle industrie non avevano orari stabiliti; si lavorava tutto il giorno con ritmi frenetici, tutto in funzione di un riarmo massiccio e di un riavvio dell’industria pesante, dopo le forti limitazioni delle clausole della pace di Parigi e della rigida sorveglianza della Francia, che sul Reno tremava alla sola idea di un possibile risveglio tedesco. Le innovative autostrade, fiore all’occhiello della Germania nazista, seppur vuote mostravano il livello di sviluppo economico, che il paese raggiunse in pochi anni. Il lavoro delle fabbriche per la costruzione di possenti e moderne armi era affiancato da una continua campagna a favore delle forze armate con particolare cura dell’aviazione, la Luftwaffe, e delle truppe corazzate dell’esercito, la Wehrmacht.
   Nel 1919 il trattato di Versailles aveva ridotto gli effettivi tedeschi in armi a soli 100.000 uomini, ma Hitler usò questa modesta cifra per conteggiare i soli ufficiali, elementi al massimo dell’addestramento, continuando con la secolare tradizione prussiana. Tutto l’armamento, ovviamente illegale secondo le norme dei trattati postbellici, era all’avanguardia e di prima qualità, compresi i nuovi corpi dei paracadutisti e dei carristi. L’unico elemento antiquato del regime risultava essere il passo dell’oca; un’antica tortura germanica, che impedendo all’uomo di pensare, lo obbligava a ubbidire ciecamente, rendendo l’uomo simile alle macchine che usava.
 

Cerca

Fotografie

Autocarro pesante Lancia 3RO

Utenti on-line

Ci sono attualmente 0 utenti e 0 visitatori collegati.

Scarica Firefox

Scarica Firefox